Il nostro primo volume è uscito!

Stellina e Il Re degli animali – Fiaba di Italo Calvino

L'avventura di Stellina, una bellissima ragazza che riuscirà a svelare il mistero che circonda il Re degli Animali.

C’era una volta un uomo che rimase vedovo e si ritrovò solo con sua figlia, una ragazza così bella che tutti la chiamavano Stellina. Passò del tempo, e l’uomo, sentendosi solo e non sapendo a chi affidare la cura della figlia, pensò di risposarsi. Ma, purtroppo, gli capitò una moglie davvero sgarbata, che faceva passare a Stellina ogni tipo di dispiacere.

Un giorno Stellina, stanca dei continui rimproveri, disse al padre:
“Sentite papà, piuttosto che stare qui tutto il giorno a farmi venire il magone, vado a fare la contadina.”

Il padre le rispose con dolcezza:
“Abbi pazienza, Stellina.”

Ma la pazienza finì quando la matrigna le diede uno schiaffo perché aveva rotto una scodella. Stellina non ce la fece più e scappò, andando a cercare rifugio da una sua zia che abitava in montagna. La zia era un po’ fata e un po’ maga, anche se molto povera. Le disse con affetto:

“Cara Stellina, devo mandarti a badare le pecore. Ma ti do l’unica cosa preziosa che possiedo.”

E le regalò un anello.
“Se ti troverai in difficoltà, tienilo in mano e lui ti aiuterà.”

Un mattino, mentre Stellina era al pascolo con le pecore, vide arrivare un giovane molto bello.

“Com’è possibile che una ragazza bella come voi faccia questo lavoro?” le chiese. “Venite con me. Vi sposerò e vivrete come una gran signora.”

Stellina diventò rossa come un peperone e non sapeva che dire, ma il giovane insistette così tanto che alla fine lei accettò.

Poco più in là c’era una carrozza pronta ad attenderli. Appena salirono, partì veloce come il vento. Viaggiarono quasi tutto il giorno, finché non arrivarono davanti a un palazzo bellissimo.

“Ecco, Stellina,” disse il giovane facendola entrare, “questo palazzo è tutto per voi. Potete chiedere qualunque cosa. Io ora devo andare per affari, ma ci vedremo domattina.”
E se ne andò.

Stellina rimase senza parole. Sentì una mano che la prendeva, ma non vedeva nessuno. Fu accompagnata in una stanza splendida piena di abiti eleganti e gioielli preziosi. Fu spogliata e rivestita da signora, sempre da mani invisibili che però la servivano con cura.

Poi fu condotta in una sala da pranzo dove la aspettava un banchetto fumante. Ogni volta che finiva un piatto, ne compariva un altro, sempre servito da qualcuno che non si vedeva.

Finito il pranzo, Stellina esplorò il palazzo: c’erano stanze gialle, rosse, con poltrone e divani morbidissimi. Dietro il palazzo, un giardino pieno di animali di ogni tipo: cani, gatti, asini, galline e persino enormi rospi. E tutti sembravano parlare tra loro!

Quando venne sera, Stellina andò in una stanza con un letto principesco. Anche lì mani invisibili l’aiutarono a prepararsi e lei si addormentò profondamente.

La mattina seguente, disse a se stessa:
“Voglio suonare il campanello e vedere se qualcuno verrà a servirmi.”
Appena lo toccò, comparve un vassoio d’argento con caffè e dolcetti. Venne vestita e pettinata come una vera principessa.

Più tardi, ritornò il giovane. “Avete dormito bene? Siete contenta?”
Stellina rispose di sì. Lui le strinse la mano e poi andò via. Faceva così ogni giorno e Stellina lo vedeva solo in quel breve momento.

Passarono due mesi, e Stellina cominciò ad annoiarsi terribilmente. Un mattino disse:
“Vorrei andare a fare una passeggiata nelle campagne qui intorno.”
Subito comparvero un cappellino, un parasole e un ventaglio.

“Allora qualcuno mi ascolta, sempre!” disse Stellina. “Fatemi vedere almeno una volta chi siete!”
Ma nessuno si mostrò.

All’improvviso si ricordò dell’anello della zia. Lo prese e disse:
“Comando di vedere chi è qui con me.”
E accanto a lei apparve una bellissima damigella.

Le due si abbracciarono di gioia.
“Grazie, Stellina,” disse la damigella. “Erano anni che non potevo farmi vedere o parlare per colpa di un incantesimo.”

Diventarono subito amiche e decisero di scoprire il mistero del palazzo.

Uscirono e camminarono lungo una lunga strada sterrata. Dopo tanto, arrivarono a due colonne. Su una era scritto “Domanda”, sull’altra “E saprai”.

Stellina chiese alla colonna:
“Voglio sapere dove sono.”
L’altra rispose:
“Sei in un luogo dove starai bene, ma…”
“Ma cosa?!” chiese Stellina, ma non ottenne più alcuna risposta.

Preoccupate, continuarono il cammino finché non arrivarono a una cancellata. Oltre, seduto a terra, c’era un cavaliere. Quando le vide disse:
“Come avete fatto a entrare là dentro? Siete in gravissimo pericolo! Siete nelle mani del Re degli Animali. Lui porta qui le persone che cattura e poi… le mangia.”

Stellina impallidì.
“Come possiamo fuggire?”
“Vi porterò io via,” disse il cavaliere. “Sono il figlio del Re d’India. Vi ho vista e mi sono innamorato. Venite con me e sarete accolta come meritate, insieme alla vostra damigella.”
“Accetto!” disse Stellina.

La damigella però aggiunse:
“Ma se il palazzo è pieno di ricchezze, sarebbe un peccato lasciarle al Re degli Animali. Andiamo a prenderle, e domattina fuggiamo.”

Il Principe disse:
“E dove dormo io questa notte? Non c’è nemmeno una capanna.”
“Ci penso io!” disse Stellina.
Stringendo l’anello ordinò:
“Comando che qui sorga una palazzina con servitori, carrozze e tutto il necessario.”
E subito apparve una splendida palazzina.

Il Principe entrò a riposare e Stellina, con la damigella, tornò al palazzo a prendere il tesoro. La cantina era piena di casse colme di argenti, gioielli e denaro. Stellina prese l’anello e disse:
“Comando che tutto venga portato alla palazzina del Principe d’India.”
E in un attimo la cantina si svuotò.

Continuando la ricerca, trovarono una scala nascosta che portava a una stanza piena di persone imprigionate che dicevano:
“Povero me! Povero me!”
Le due ragazze capirono che quello era il terribile segreto del Re degli Animali.

Poi trovarono un enorme granaio pieno di cibo per gli animali, che in realtà erano persone trasformate da lui prima di essere divorate.

La notte passò con difficoltà. La mattina, come sempre, il Re degli Animali venne a salutare Stellina. Lei finse normalità.
“Addio Stellina, sii felice. A domani,” disse lui.

Appena se ne andò, Stellina e la damigella salirono nel granaio e buttarono tutto il cibo giù nel giardino. Così gli animali si affollarono a mangiare e non le videro scappare.

Arrivate alle due colonne, Stellina disse:
“Comando che mi diciate cosa significa quel ‘ma’.”

La colonna rispose:
“Significa che non potrai scappare se non farai morire il Re degli Animali.”
“Ma come posso fare?”
“C’è una noce sotto il cuscino della sua poltrona. Prendila.”
E la colonna crollò a terra.

Stellina, coraggiosa, tornò al palazzo, trovò la noce e la prese. In quell’istante comparve il Re degli Animali urlando:
“Ah, Stellina! Mi hai tradito!”
E cadde a terra morto.

Subito tutti gli animali tornarono persone: re, regine, principi e principesse. Tutti ringraziarono Stellina: c’era chi voleva regalarle un regno, chi sposarla.
Ma lei disse:
“Mi dispiace, ho già il mio sposo che mi aspetta.”

Il palazzo prese fuoco e tutte le persone liberate tornarono alle loro case. Stellina andò in India con il Principe, portarono con sé tutto il tesoro e si sposarono, vivendo sempre felici.

Morale della fiaba

Il coraggio, la gentilezza e l’amicizia sono più forti di qualunque magia. Chi aiuta gli altri con il cuore, alla fine trova sempre la felicità.

Nota: fiaba rivisitata di Italo Calvino “Il Re degli animali (Bologna)”

~Fine~
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